Un uomo solo che guarda il muro è soltanto un uomo solo... ma tre uomini che guardano il muro sono un principio d'evasione
martedì 9 giugno 2020
domenica 28 luglio 2019
E chest'è
La curiosita' verso De Crescenzo mi ha portato a leggere questa sua intervista del 2017 nonostante la fonte.
Dopo aver lasciato un paio di belle riflessioni come "il pregiudizio è un limite di chi lo attua, non di chi lo riceve", il giornalista gli chiede:
- Lei ha fede?
e De Crescenzo, ad 89, ottantanove anni, risponde:
- Da sempre, più che un credente mi definisco uno sperante: spero che dopo la morte ci sia l'aldilà, non fosse altro per la possibilità di rivedere mia madre.
E chest'è.
lunedì 6 febbraio 2017
A' Nó
A' Nó
Quante volte te l'ho sentito dire
Mi pare ancora di poter ascoltare la tua voce
Oggi per la prima volta agg sagliut e scale e nun agg alluccat "A' Nó!"
Ed oggi per la prima volta non mi hai accolto con quel tuo inconfondibile accento
"Ammore mije! Che bellu figlie che ten la nonna!"
Quante volte te l'ho sentito dire
Mi pare ancora di poter ascoltare la tua voce
La verita' e' che non siamo mai pronti a lasciare le persone che amiamo
Quando se ne vanno si portano via un pezzo del nostro cuore e ci lasciano senza tante parole
Allora le ho prese in prestito
da una delle tanti "lengue ca parl", come avresti detto tu
e le ho tradotte per te
Di tutto l'amore che tengo
Metà me l'hai dato tu
Salvando la mia anima dalla vita
Sorridendomi e prendendoti cura di me
I tuoi occhi che brillavano
Le tue mani che mai si fermavano
quella vita che a volte penso sia mia
Sei sempre stata piena di energia
ma mai come oggi ti porterei in braccio
o ti prenderei per mano
Se proprio hai deciso di partire, di andartene
Guardami ovunque tu sarai
Ti mostreró di essere pronto
Un frutto maturo del tuo albero
La nostra vita è dipesa dal tuo incanto
ma tu ora non preoccuparti
puoi andare tranquilla
ci faremo trovare pronti
Adesso peró mostrami un cammino
Un maniera di stare senza di te
L'affetto verso di te non vuole andare via
Anche se prima o poi dovrà farsene una ragione
Padre dei cieli, pulisci tutto lassù
Sta arrivando la regina
E avrà bisogno di riposare
Quando arriverà, per favore
dalle una coperta calda
e lei mi benedirà ovunque io andró
La sua casa ora è nel regno divino
Che da oggi sarà sempre pulito
Ed avrà un profumo di pane caldo
Cia' a' Nó
lunedì 15 luglio 2013
Memoir
It has been
absolutely
fascinating
being me.
A unique
privilege.
Now my
whole life
lies ahead
of you.
No thanks
at all are
called for,
I assure you
the pleasure
is all mine
absolutely
fascinating
being me.
A unique
privilege.
Now my
whole life
lies ahead
of you.
No thanks
at all are
called for,
I assure you
the pleasure
is all mine
sabato 25 maggio 2013
La Grande Bellezza ce la meritiamo tutta
Gia’ li vedo in lontananza, orde di critici, opinionisti, blogger e
commentatori da bar che si affollano per stroncare il film di Sorrentino e
vivere di luce riflessa. O che magari aspettano il verdetto della giuria di
Cannes prima di capire dove tirera’ il vento. Quindi lo dico subito.
Penso che “La Grande Bellezza” sia un film bello. Molto bello.
E’ un film lungo, lento, a tratti forse sconclusionato ma, non lo saprei
spiegare in maniera razionale, sarei rimasto la’ a guardarlo per altre due ore
e mezza. E ho l’impressione che Sorrentino sarebbe potuto andare avanti
altrettanto.
E’ un film con la sinossi che ricorda quella de “La dolce vita” ma, se
proprio dovessi scegliere un film di Fellini, mi ha ricordato Amarcord. Anche
se in realta’ non mi ha ricordato niente e nessuno.
E’ un film su tutto, Roma, la decadenza della
nostra societa’, il mutato ruolo della Chiesa, e su nulla, come Flaubert.
E’ un film ambizioso che dividera’ pubblico e critica ma di cui, credo,
sentiremo parlare a lungo. Sorrentino ne e’ consapevole: in Italia abbiamo una
societa’ che, appena vede qualcuno svettare sopra gli altri, lo tira
giu’ nell’abisso della mediocrita’ collettiva.
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Da quando abbiamo votato la social polemica gira e rigira va a finire
sempre la’ sul M5S. Io l’ho
votatoionoGrilloCasaleggioGargamellaunovaleunolacastasvegliaaaaaaaa!!!111!!
Come da tradizione
molti italiani si sono schierati o contro o a favore del MoVimento. Pertanto o
lo attaccano con mezzucci degni de IlGiornale oppure difendono a spada tratta
qualsiasi delirio di C&G (Casaleggio & Grillo).
Io, che sono sempre stato noioso fin dall’adolescenza, ho una posizione
piu’ articolata che mi porta a sciarrarmi sia con i grillini che con i piddini.
Inoltre, visto che mi sono spasteriato di scriverla e riscriverla, a volte in
maniera parziale, ad ogni commento di facebook, ho deciso di riassumerla in
questo post che copieincollero’ ogniqualvolta lo riterro’ necessario.
La mia opinione in generale del M5S
e’ positiva: sono d’accordo con molti dei punti del loro programma e
bisogna ammettere che se a queste elezioni alcuni impresentabili (da Cosentino
a D’Alema) non si sono presentati e’ merito loro. Una su tutte: se non ci fosse
stato il M5S in parlamento come Presidenti di Camera e Senato avremmo avuto Franceschini
e Finocchiaro invece che la Boldrini e Grasso (che sono sicuramente un bel passo
in avanti rispetto a Fini-Schifani).
Nonostante cio’ alle elezioni non
ho votato per il M5S: per alcuni dei motivi che elenchero’ di seguito e
perche’ mi auguravo un governo di centro sinistra (PD-SEL-RC-M5S) con una forte
componente pentastellata a fare auditing. Quando ho respirato il vento
pre-elettorale ho capito che il M5S non aveva bisogno del mio aiuto e quindi ho
sostenuto i piu’ deboli della coalizione che mi auguravo al governo. Ma non
siamo qua ad analizzare le ragioni del mio voto.
Non mi dilunghero’ sugli aspetti positivi del M5S: sono tanti e sotto gli
occhi di tutti. Il rinnovamento della classe dirigente, il taglio dei costi
della politica, etc sono argomenti assolutamente condivisibili e condivisi.
Vorrei soffermarmi sugli aspetti negativi del M5S che, purtroppo, sono
pericolosamente sottovalutati o ignorati dai suoi sostenitori. Per comodita’ li
dividero’ in razioni e irrazionali:
Razionale 1: i
fini non giustificano i mezzi.
Ho passato praticamente tutta la mia vita politica a contestare sia i mezzi
che i fini di Berlusconi. Non mi sono mai piaciute la demagogia, le bugie, la
violenza verbale, lo scarso rispetto verso le istituzioni, l’associare i propri
avversari a dittature del passato, la superficialità, la speculazione elettorale
sulle paure delle persone, l’uso strumentale dei giornali vicini per colpire
gli avversari e la struttura gerarchico-aziendalistica del suo partito. Questo
poerche’ “i mezzi determinano e condizionano i fini, che a loro volta ispirano
i mezzi. In ultima istanza, fanno parte dello stesso calderone e determinano
che tipo di posto che vuoi costruire” (1)
Cosi come ho sempre contestato al PD l’uso strumentale dei giornali vicini
per colpire gli avversari (vedi Gruppo L’Espresso), al M5S contesto la sua struttura
gerarchico-aziendalista.
Mi spiego meglio: il deputato Tizio del M5S non ha preso Nmila voti per le
sue capacita’ (che il piu’ delle volte possiede) ma solo perche’ ha 5 stelline
sul petto. Cosi come il deputato Caio del PdL non prende i voti per le sue
capacita’ (che il piu’ delle volte non possiede). In entrambi i casi, Tizio e
Caio sono stati catapultati in parlamento solo per il volere di un deus
ex-machina che, al minimo sgarro, puo’ scagliarli di nuovo nel
cesso/programmatelevisivo in cui li ha trovati. Un esempio su tutti: Giovanni Favia
Su questo punto di solito mi sento controbattere:
- 1a Ma perche’gli altri partiti non hanno un leader? Si ce l’hanno ma viene periodicamente eletto mediante un congresso a cui tutti gli iscritti possono partecipare. Guardate cosa e’ successo al PD dopo l’elezione del Presidente della Repubblica: Berlusconi in 20 anni ha fatto molto di peggio ma e’ ancora saldamente al comando del suo partito.
- 1b E’ vero comanda Grillo ma a me sta bene perche’ gli altri so tutti na merda bla bla bla: Posso essere anche d’accordo che “una democrazia disinformata genera mostri maggiori di una dittatura illuminata”3 ma e’ bene mettere in chiaro che stiamo sperando/scommettendo in una dittatura/oligarchia illuminata. E sappiamo come e’ andata a finire in passato (vedi motivo Irrazionale #2)
Razionale 2: ce lo meritiamo Alberto
Sordi
Uno dei punti fondamentali del M5S e’ che PdL e PD-L sono la stessa cosa.
Non sono d’accordo.
“Il Pd non è affatto ‘uguale al Pdl’.
Non lo è per storia ma soprattutto per aspirazioni e ideali dei suoi militanti ed elettori. Né lo
è per confronto interno, per tendenza all’eversione costituzionale e neppure
per fedina penale.
Un conto è criticare del Pd le timidezze, la lentezza a capire, le
compromissioni, i metodi di Palazzo, gli
errori, buona parte della dirigenza (okay, quasi tutta) e soprattutto la
latitanza di un’identità forte: altro è ripetere all’infinito questo mantra
stupido e superficiale come pochi, con la continuità di chi vorrebbe a ogni
costo che fosse così per guadagnarci in termini di consenso e quindi di forza.
Del resto, aldilà delle urla digitali o di piazza, non credo che lo pensi
nemmeno Grillo, che il Pd sia ‘uguale’ al Pdl: altrimenti non avrebbe tentato
di candidarsi alle sue primarie né ci governerebbe insieme – di fatto – in una
grande regione come la Sicilia.
Quindi, Bersani o non Bersani, e sempre per ripartire dai fondamentali,
finiamola con questa sciocchezza e si discuta piuttosto di cose da fare e da
non fare, di persone a cui affidarci e di altre da spedire rapidamente a casa,
visto che se ne ha l’occasione.
Cioé si parli di politica, finalmente, che questa campagna elettorale
infinita non so a voi, ma a me inizia a dare un po’ di nausea” (2)
Razionale 3: alcuni punti
del programma puzzano di populismo
Come gia’ detto sono in larga parte d’accordo con il programma del M5S pero’ ci sono un paio di punti che mi puzzano di
populismo e che, conseguentemente, hanno raccolto vasti consensi
nell’elettorato.
Ma
voi veramente volete uscire dall’euro?
Io non lo so. Nel senso che saremmo il primo paese a farlo e, poiche’
l’economia NON e’ una scienza, ci possono raccontare tutte le palle che
vogliono ma la realta’ e’ che nessuno sa cosa accadra’
Aboliamo
Equitalia. Ok e le tasse come si riscuotono?
Va bene contestare i modi, i tassi di interesse, possiamo rivedere quello
che volete ma la frase “aboliamo Equitalia” e’ la cosa piu’ populistica che
abbia sentito dopo “meno tasse per tutti”
Aboliamo
il finanziamento pubblico dai partiti.
Anche qua, ok, ci posso stare, ma come fai a garantirmi che la politica non
sia poi manovrata dalle lobby economiche? Rispondere con la stessa domanda non
vale. Come nel caso precedente, il problema c’e’ ma la soluzione proposta e’
solo quello che la gente vuole sentirsi dire.
Irrazionale 1: elettorato
troppo eterogeneo
Adesso si porta a pazzo dire che “destra e sinistra sono due concetti
superati” quando in realta’ credo che la frase corretta sia “davanti a persone
senza il senso dello stato le barriere fra destra e sinistra possono essere
temporaneamente messe da pàrte”.
La storia insegna che quando bisognava buttare giu’ una dittatura, tutte le
persone oneste si sono coalizzate. Si pensi ai partigiani italiani: erano
composti da liberali, democristiani e comunisti uniti dallo spauracchio
fascista. Anche in questo caso, al fine di buttare giu’ l’ancien regime, si
sono coalizzate persone con formazioni politiche molto diverse.
Questo comporta che, una volta esauriti i “Vaffanculo” e gli
“Sveglia!!!11!!1!”, quando bisognera’ ragionare su argomenti seri ci saranno
diversita’ di vedute non indifferenti. Ad esempio: le leggi sull’immigrazione.
Irrazionale 2: Ho gia’ visto
quelle facce, quell’espressione...
Storicamente, gli
italiani non ne hanno mai azzeccata una. Voglio dire, senza andare troppo in
la’, nell’ultimo secolo tutte le volte che il popolo italiano si e’
appassionato ad un politico/capopopolo/animatore e’ andata sempre a finire
male. Mussolini, Andreotti, Craxi, la Lega, Berlusconi. Non vedo perche’
adessero dovrebbero averci visto giusto. Giovanbattista Vico e Jovanotti sarebbero
d’accordo con me.
Nota:
Ho iniziato a
scrivere questo post prima delle elezioni politiche di Febbraio 2013 ma, visto
il mio intallio, l’ho finito solo ora (Maggio 2013). Queste erano le cose che
pensavo gia’ a Febbraio e gli eventi di questi 3 mesi non hanno fatto altro che
rafforzare le mie convinzioni. Tranne che per il motivo Razionale #2.
Continuare a sostenere che il PD non e’ uguale al PDL dopo l’elezione del
Presidente della Repubblica non e’ facile. L’ho lasciato sia per onesta’
intellettuale sia perche’ credo fermamente in una differenza tra i due partiti,
se non altro in termini di ideali ed elettori. Basti osservare le differenti
reazioni dell’elettorato dopo il Governo Letta: la base del PD sta abbandonando
il partito in cerca di altri lidi politici, la base del PDL sta guardando Amici
di Maria De Filippi.
1. Francesco
Costa http://bit.ly/12SikiK
2. Alessandro
Gilioli http://bit.ly/11vlYKH
3. Luca Sofri http://www.wittgenstein.it/2012/06/25/the-newsroom/
giovedì 22 marzo 2012
Saudade
Mi sveglio presto. Il cielo è
terso, il sole è ancora tiepido. Intalleo un po’ in cucina e poi penso che sta
finestra tiene proprio una vista di padreterno. Se non sono diventato un
maratoneta vivendo a cento metri dalla spiaggia di Leblon e Ipanema, la corsa mi
fa proprio schifo. Ed io faccio schifo all’umanità. Una corsetella ogni tanto
me la potrei pure fare: se non altro per atteggiarmi con gli amici su feisbuk.
E cosi, un po’ per i social
network, un po’ per stare all’aria aperta e un po’ per scendere la panza,
indosso le scarpe da ginnastica e mi avvio verso il lungomare. L’ipod mi passa
Pinuccio prima che diventasse Pino Daniele, corricchio e il lungomare
lentamente si affolla. Scendo dal calcadao: c’è troppa gente, preferisco
correre sulla spiaggia.
Passo di lato a un campo di
calcio sull’arena. Le porte sono spoglie: i grandi si sono portati a casa le
reti e i piccoli ne approfittano per giocare. Cross, dribbilng, tiri a volo: sarà
che sono brasiliani, sarà che io sono una pippa, ma a me sembrano fortissimi.
Io gli passo sulla fascia e li
guardo meravigliato cercando di non farmi sgamare. Arrivo a fondo campo, esco
all’altezza della bandierina del calcio d’angolo e proseguo la mia corsetta.
Sono ormai oltre la pista d’atletica, la mia attenzione dai pargoli si è già
spostata sul culo di quella che mi corre di fronte, quando mi arriva la palla.
L’hanno tirata troppo forte e adesso mi chiedono a gran voce di restituirla.
Potrei fare mille cose: ignorarla, bucargliela con un coltello, lanciarla con
le mani, ma dentro di me scatta un meccanismo difficile da spiegare a quelli
che non sono mai stati malati di pallone.
Faccio un mucchietto di sabbia e
ci poggio la sfera sopra. Faccio un cenno a un criaturo che capisce al volo che
si deve mettere a porta. Poggio le mani sui fianchi come se fossi Juan
Sebastian Veron ne La Bombonera. Il sole mi acceca e, di colpo, accuso tutto il
calore e il sudore sulla fronte. Penso che sto per apparare una grandissima
figura di merda ma ormai è troppo tardi. Sono già in posizione.
Lancio un’ultima occhiata al
portiere. S’è messo in guardia: ma che m’ha pigliato veramente per Veron? Non
ha capito che mò l’appendo e si pentiranno amaramente di non essere venuti a
prendersela fino a qua? Calcio di interno destro, quasi di collo, cosi bene che
lo ripetessi cento volte non mi riuscirebbe mai tale e quale. La palla prende
un bell’effetto. Il portiere si tuffa con la plasticità di chi è sicuro di
atterrare sul morbido. La palla fa una palombella, sfiora il sette ma non
entra. Continua la parabola alle spalle della porta ed arriva a un bambino che,
con una naturalezza di cui non sarei mai capace, la stoppa di petto e la mette
a terra.
Non sapendo che ho tirato la mia migliore punizione degli ultimi 5
anni, il bimbo mi guarda con una sorta di complicità, mi fa un cenno e
ringrazia.
Io ricambio. Mi volto, sorrido e
me ne vado.
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