sabato 25 maggio 2013

La Grande Bellezza ce la meritiamo tutta


Gia’ li vedo in lontananza, orde di critici, opinionisti, blogger e commentatori da bar che si affollano per stroncare il film di Sorrentino e vivere di luce riflessa. O che magari aspettano il verdetto della giuria di Cannes prima di capire dove tirera’ il vento. Quindi lo dico subito.

Penso che “La Grande Bellezza” sia un film bello. Molto bello.

E’ un film lungo, lento, a tratti forse sconclusionato ma, non lo saprei spiegare in maniera razionale, sarei rimasto la’ a guardarlo per altre due ore e mezza. E ho l’impressione che Sorrentino sarebbe potuto andare avanti altrettanto.

E’ un film con la sinossi che ricorda quella de “La dolce vita” ma, se proprio dovessi scegliere un film di Fellini, mi ha ricordato Amarcord. Anche se in realta’ non mi ha ricordato niente e nessuno.

E’ un film su tutto, Roma, la decadenza della nostra societa’, il mutato ruolo della Chiesa, e su nulla, come Flaubert.

E’ un film ambizioso che dividera’ pubblico e critica ma di cui, credo, sentiremo parlare a lungo. Sorrentino ne e’ consapevole: in Italia abbiamo una societa’ che, appena vede qualcuno svettare sopra gli altri, lo tira giu’ nell’abisso della mediocrita’ collettiva.


De Gryllis


Da quando abbiamo votato la social polemica gira e rigira va a finire sempre la’ sul M5S. Io l’ho votatoionoGrilloCasaleggioGargamellaunovaleunolacastasvegliaaaaaaaa!!!111!!

Come da tradizione molti italiani si sono schierati o contro o a favore del MoVimento. Pertanto o lo attaccano con mezzucci degni de IlGiornale oppure difendono a spada tratta qualsiasi delirio di C&G (Casaleggio & Grillo).

Io, che sono sempre stato noioso fin dall’adolescenza, ho una posizione piu’ articolata che mi porta a sciarrarmi sia con i grillini che con i piddini. Inoltre, visto che mi sono spasteriato di scriverla e riscriverla, a volte in maniera parziale, ad ogni commento di facebook, ho deciso di riassumerla in questo post che copieincollero’ ogniqualvolta lo riterro’ necessario.

La mia opinione in generale del M5S e’ positiva: sono d’accordo con molti dei punti del loro programma e bisogna ammettere che se a queste elezioni alcuni impresentabili (da Cosentino a D’Alema) non si sono presentati e’ merito loro. Una su tutte: se non ci fosse stato il M5S in parlamento come Presidenti di Camera e Senato avremmo avuto Franceschini e Finocchiaro invece che la Boldrini e Grasso (che sono sicuramente un bel passo in avanti rispetto a Fini-Schifani).

Nonostante cio’ alle elezioni non ho votato per il M5S: per alcuni dei motivi che elenchero’ di seguito e perche’ mi auguravo un governo di centro sinistra (PD-SEL-RC-M5S) con una forte componente pentastellata a fare auditing. Quando ho respirato il vento pre-elettorale ho capito che il M5S non aveva bisogno del mio aiuto e quindi ho sostenuto i piu’ deboli della coalizione che mi auguravo al governo. Ma non siamo qua ad analizzare le ragioni del mio voto.

Non mi dilunghero’ sugli aspetti positivi del M5S: sono tanti e sotto gli occhi di tutti. Il rinnovamento della classe dirigente, il taglio dei costi della politica, etc sono argomenti assolutamente condivisibili e condivisi. Vorrei soffermarmi sugli aspetti negativi del M5S che, purtroppo, sono pericolosamente sottovalutati o ignorati dai suoi sostenitori. Per comodita’ li dividero’ in razioni e irrazionali:



Razionale 1: i fini non giustificano i mezzi.

Ho passato praticamente tutta la mia vita politica a contestare sia i mezzi che i fini di Berlusconi. Non mi sono mai piaciute la demagogia, le bugie, la violenza verbale, lo scarso rispetto verso le istituzioni, l’associare i propri avversari a dittature del passato, la superficialità, la speculazione elettorale sulle paure delle persone, l’uso strumentale dei giornali vicini per colpire gli avversari e la struttura gerarchico-aziendalistica del suo partito. Questo poerche’ “i mezzi determinano e condizionano i fini, che a loro volta ispirano i mezzi. In ultima istanza, fanno parte dello stesso calderone e determinano che tipo di posto che vuoi costruire” (1)

Cosi come ho sempre contestato al PD l’uso strumentale dei giornali vicini per colpire gli avversari (vedi Gruppo L’Espresso), al M5S contesto la sua struttura gerarchico-aziendalista.

Mi spiego meglio: il deputato Tizio del M5S non ha preso Nmila voti per le sue capacita’ (che il piu’ delle volte possiede) ma solo perche’ ha 5 stelline sul petto. Cosi come il deputato Caio del PdL non prende i voti per le sue capacita’ (che il piu’ delle volte non possiede). In entrambi i casi, Tizio e Caio sono stati catapultati in parlamento solo per il volere di un deus ex-machina che, al minimo sgarro, puo’ scagliarli di nuovo nel cesso/programmatelevisivo in cui li ha trovati. Un esempio su tutti: Giovanni Favia

Su questo punto di solito mi sento controbattere:
  • 1a Ma perche’gli altri partiti non hanno un leader? Si ce l’hanno ma viene periodicamente eletto mediante un congresso a cui tutti gli iscritti possono partecipare. Guardate cosa e’ successo al PD dopo l’elezione del Presidente della Repubblica: Berlusconi in 20 anni ha fatto molto di peggio ma e’ ancora saldamente al comando del suo partito.
  • 1b E’ vero comanda Grillo ma a me sta bene perche’ gli altri so tutti na merda bla bla bla: Posso essere anche d’accordo che “una democrazia disinformata genera mostri maggiori di una dittatura illuminata”3 ma e’ bene mettere in chiaro che stiamo sperando/scommettendo in una dittatura/oligarchia illuminata. E sappiamo come e’ andata a finire in passato (vedi motivo Irrazionale #2)




Uno dei punti fondamentali del M5S e’ che PdL e PD-L sono la stessa cosa. Non sono d’accordo. 

“Il Pd non è affatto ‘uguale al Pdl’.

Non lo è per storia ma soprattutto per aspirazioni e  ideali dei suoi militanti ed elettori. Né lo è per confronto interno, per tendenza all’eversione costituzionale e neppure per fedina penale.

Un conto è criticare del Pd le timidezze, la lentezza a capire, le compromissioni, i metodi di Palazzo,  gli errori, buona parte della dirigenza (okay, quasi tutta) e soprattutto la latitanza di un’identità forte: altro è ripetere all’infinito questo mantra stupido e superficiale come pochi, con la continuità di chi vorrebbe a ogni costo che fosse così per guadagnarci in termini di consenso e quindi di forza.

Del resto, aldilà delle urla digitali o di piazza, non credo che lo pensi nemmeno Grillo, che il Pd sia ‘uguale’ al Pdl: altrimenti non avrebbe tentato di candidarsi alle sue primarie né ci governerebbe insieme – di fatto – in una grande regione come la Sicilia.

Quindi, Bersani o non Bersani, e sempre per ripartire dai fondamentali, finiamola con questa sciocchezza e si discuta piuttosto di cose da fare e da non fare, di persone a cui affidarci e di altre da spedire rapidamente a casa, visto che se ne ha l’occasione.

Cioé si parli di politica, finalmente, che questa campagna elettorale infinita non so a voi, ma a me inizia a dare un po’ di nausea” (2)


Razionale 3: alcuni punti del programma puzzano di populismo

Come gia’ detto sono in larga parte d’accordo con il programma del M5S pero’ ci sono un paio di punti che mi puzzano di populismo e che, conseguentemente, hanno raccolto vasti consensi nell’elettorato.

Ma voi veramente volete uscire dall’euro?
Io non lo so. Nel senso che saremmo il primo paese a farlo e, poiche’ l’economia NON e’ una scienza, ci possono raccontare tutte le palle che vogliono ma la realta’ e’ che nessuno sa cosa accadra’

 Aboliamo Equitalia. Ok e le tasse come si riscuotono?
Va bene contestare i modi, i tassi di interesse, possiamo rivedere quello che volete ma la frase “aboliamo Equitalia” e’ la cosa piu’ populistica che abbia sentito dopo “meno tasse per tutti”

 Aboliamo il finanziamento pubblico dai partiti.
Anche qua, ok, ci posso stare, ma come fai a garantirmi che la politica non sia poi manovrata dalle lobby economiche? Rispondere con la stessa domanda non vale. Come nel caso precedente, il problema c’e’ ma la soluzione proposta e’ solo quello che la gente vuole sentirsi dire.


Irrazionale 1: elettorato troppo eterogeneo
Adesso si porta a pazzo dire che “destra e sinistra sono due concetti superati” quando in realta’ credo che la frase corretta sia “davanti a persone senza il senso dello stato le barriere fra destra e sinistra possono essere temporaneamente messe da pàrte”.

La storia insegna che quando bisognava buttare giu’ una dittatura, tutte le persone oneste si sono coalizzate. Si pensi ai partigiani italiani: erano composti da liberali, democristiani e comunisti uniti dallo spauracchio fascista. Anche in questo caso, al fine di buttare giu’ l’ancien regime, si sono coalizzate persone con formazioni politiche molto diverse.

Questo comporta che, una volta esauriti i “Vaffanculo” e gli “Sveglia!!!11!!1!”, quando bisognera’ ragionare su argomenti seri ci saranno diversita’ di vedute non indifferenti. Ad esempio: le leggi sull’immigrazione.



Irrazionale 2: Ho gia’ visto quelle facce, quell’espressione...
Storicamente, gli italiani non ne hanno mai azzeccata una. Voglio dire, senza andare troppo in la’, nell’ultimo secolo tutte le volte che il popolo italiano si e’ appassionato ad un politico/capopopolo/animatore e’ andata sempre a finire male. Mussolini, Andreotti, Craxi, la Lega, Berlusconi. Non vedo perche’ adessero dovrebbero averci visto giusto. Giovanbattista Vico e Jovanotti sarebbero d’accordo con me.


Nota:
Ho iniziato a scrivere questo post prima delle elezioni politiche di Febbraio 2013 ma, visto il mio intallio, l’ho finito solo ora (Maggio 2013). Queste erano le cose che pensavo gia’ a Febbraio e gli eventi di questi 3 mesi non hanno fatto altro che rafforzare le mie convinzioni. Tranne che per il motivo Razionale #2.
Continuare a sostenere che il PD non e’ uguale al PDL dopo l’elezione del Presidente della Repubblica non e’ facile. L’ho lasciato sia per onesta’ intellettuale sia perche’ credo fermamente in una differenza tra i due partiti, se non altro in termini di ideali ed elettori. Basti osservare le differenti reazioni dell’elettorato dopo il Governo Letta: la base del PD sta abbandonando il partito in cerca di altri lidi politici, la base del PDL sta guardando Amici di Maria De Filippi.

1. Francesco Costa http://bit.ly/12SikiK
2. Alessandro Gilioli http://bit.ly/11vlYKH

giovedì 22 marzo 2012

Saudade


Mi sveglio presto. Il cielo è terso, il sole è ancora tiepido. Intalleo un po’ in cucina e poi penso che sta finestra tiene proprio una vista di padreterno. Se non sono diventato un maratoneta vivendo a cento metri dalla spiaggia di Leblon e Ipanema, la corsa mi fa proprio schifo. Ed io faccio schifo all’umanità. Una corsetella ogni tanto me la potrei pure fare: se non altro per atteggiarmi con gli amici su feisbuk.

E cosi, un po’ per i social network, un po’ per stare all’aria aperta e un po’ per scendere la panza, indosso le scarpe da ginnastica e mi avvio verso il lungomare. L’ipod mi passa Pinuccio prima che diventasse Pino Daniele, corricchio e il lungomare lentamente si affolla. Scendo dal calcadao: c’è troppa gente, preferisco correre sulla spiaggia.

Passo di lato a un campo di calcio sull’arena. Le porte sono spoglie: i grandi si sono portati a casa le reti e i piccoli ne approfittano per giocare. Cross, dribbilng, tiri a volo: sarà che sono brasiliani, sarà che io sono una pippa, ma a me sembrano fortissimi.

Io gli passo sulla fascia e li guardo meravigliato cercando di non farmi sgamare. Arrivo a fondo campo, esco all’altezza della bandierina del calcio d’angolo e proseguo la mia corsetta. Sono ormai oltre la pista d’atletica, la mia attenzione dai pargoli si è già spostata sul culo di quella che mi corre di fronte, quando mi arriva la palla. L’hanno tirata troppo forte e adesso mi chiedono a gran voce di restituirla. Potrei fare mille cose: ignorarla, bucargliela con un coltello, lanciarla con le mani, ma dentro di me scatta un meccanismo difficile da spiegare a quelli che non sono mai stati malati di pallone.

Faccio un mucchietto di sabbia e ci poggio la sfera sopra. Faccio un cenno a un criaturo che capisce al volo che si deve mettere a porta. Poggio le mani sui fianchi come se fossi Juan Sebastian Veron ne La Bombonera. Il sole mi acceca e, di colpo, accuso tutto il calore e il sudore sulla fronte. Penso che sto per apparare una grandissima figura di merda ma ormai è troppo tardi. Sono già in posizione.

Lancio un’ultima occhiata al portiere. S’è messo in guardia: ma che m’ha pigliato veramente per Veron? Non ha capito che mò l’appendo e si pentiranno amaramente di non essere venuti a prendersela fino a qua? Calcio di interno destro, quasi di collo, cosi bene che lo ripetessi cento volte non mi riuscirebbe mai tale e quale. La palla prende un bell’effetto. Il portiere si tuffa con la plasticità di chi è sicuro di atterrare sul morbido. La palla fa una palombella, sfiora il sette ma non entra. Continua la parabola alle spalle della porta ed arriva a un bambino che, con una naturalezza di cui non sarei mai capace, la stoppa di petto e la mette a terra. 

Non sapendo che ho tirato la mia migliore punizione degli ultimi 5 anni, il bimbo mi guarda con una sorta di complicità, mi fa un cenno e ringrazia.

Io ricambio. Mi volto, sorrido e me ne vado.

mercoledì 28 dicembre 2011

Perchè Alice guarda i gatti?


« ..Una volta avevo ascoltato in una discoteca una canzone che mi era rimasta in testa, mi era piaciuta tantissimo, ed era Alice di Francesco De Gregori. Nello stesso tempo mi era rimasta in testa una domanda: ma perché Alice guarda i gatti e non può guardare quel lampione là o non può guardare qualsiasi altra cosa, un sasso piuttosto che un cespuglio, un albero? E volevo chiederglielo, però non sapevo come, non lo conoscevo e avevo questa domanda da fargli...
L'estate successiva scopro che sta iniziando a lavorare con mio padre ad un album che era Volume ottavo. Figurati, impazzisco, vado in Sardegna e me lo trovo lì, a casa. In pigiama. Che lavora con mio padre, seduto sul mio divano, con la chitarra, giovane, con la barba rossa, un po' fricchettone [...]. E allora io prendo coraggio e vado da lui. Questo è il figlio di Fabrizio, Cristiano; piacere Francesco. Comincio alla larga, poi piano piano mi convinco e un giorno: «Francesco, perché Alice guarda i gatti?»
Lui mi guarda con un occhio aperto e l'altro chiuso... Non mi risponde. E non mi ha mai risposto. Anzi mi ha risposto, però in un modo abbastanza inconsueto: cioè scrivendo una canzone, con mio padre. Si chiama Oceano, e devo dire che io sono orgoglioso di questa canzone perché è stata dedicata a me. È la risposta di perché Alice guarda i gatti. Al che non mi sono più sognato di fargli domande di questo genere. »
Cristiano De Andrè


Thanks to G

giovedì 22 dicembre 2011

L'orologiaio

La conquista dell'energia atomica ha cambiato tutto
tranne il nostro modo di pensare...
La soluzione a questo problema risiede nel cuore dell'umanità.
Se solo l'avessi saputo, avrei fatto l'orologiaio.

Albert Einstein

martedì 22 novembre 2011

Le conseguenze di Tonino Scardi

Oggi, come sempre negli ultimi nove mesi, ero a Istanbul. Mentre ero in ufficio mi arriva una telefonata da un numero sconosciuto con un forte accento napoletano:

“Pronto? (Mi chiede conferma di Nome e Cognome)”
“Pronto! Chi è?”
“Dove sei? Ti devo consegnare un pacco…”
“… ma chi è? Je stonc a Istanbul!”
“Eh… a Istanbul? Ma io ti devo consegnare un pacco…”
“Se vabbuò… jamm chi è? Tonino Scardi?!?” (e mi metto a ridere)
“Vabbuò ja… chist sta a Istanbul…” (e mentre farfuglia cose incomprensibili, attacca il telefono)

Mentre ripenso al Cottone Bianco, all’Orca Assassina e a Mario o’Ciclista, mi ricordo di aver vinto una borsa da viaggio che dovrebbe arrivare a casa proprio in questi giorni.

Richiamo il numero sconosciuto dal forte accento napoletano:

“Pronto?”
“Pronto sono (Nome e Cognome)”
“Ah… sentite io non vi ho trovato…”
“Aspettate, voi dovete andare….bla bla bla”

E purtamill stu pacc ja...si no veng loc e te struppeo...

lunedì 31 ottobre 2011

La rivoluzione dei Gormiti

Butto giù qua alcune riflessioni su gli ultimi due eventi che hanno scosso lo scenario politico italiano tendente a sinistra, dal PD a scendere. Per fare chiarezza, a me e spero a voi.
- Pippo Civati ha organizzato Il nostro tempo a Bologna: un evento aperto al pubblico al termine del quale hanno consegnato un cartone di pizza contenente cinque documenti pieni di proposte
- Matteo Renzi ha organizzato la Leopolda a Firenze: un evento aperto ai contributi del pubblico al termine del quale ha presentato 100 proposte da discutere in un WikiPD
- Nel corso de “Il nostro tempo”, ci sono stati diversi interventi interessanti tra cui vi segnalo quello di Civati
- Nel corso della “Leopolda”, ci sono stati diversi interventi interessanti tra cui vi segnalo quello bellissimo di Baricco, quello di Riccardo Luna e quello di Renzi
- Nessuno dei due, né Bersani né Vendola, è entrato però nel merito delle idee e/o delle proposte e non mi sono ben chiare le accuse di liberismo nei confronti di Renzi
- L’anno scorso Civati e Renzi avevano promosso insieme la prima edizione della Leopolda, dove per la prima volta si era parlato dei Rottamatori. Quest’anno Renzi, forte di un anno di esposizione mediatica, ha deciso di organizzare la seconda edizione da solo. Civati ha risposto con ironia sul suo blog (“Fare i D'Alema e Veltroni in versione gormiti fa riderissimo”) e con eleganza mettendosi in fila come tutti per il suo intervento alla Leopolda
- Bersani avrebbe potuto intervenire a Bologna ma non l’ha fatto
- Prodi avrebbe potuto intervenire a Bologna ma non l’ha fatto
- Rosy Bindi e De Magistris si sono presentati a Bologna
- Chiamparino e Parisi si sono presentati a Firenze
- Sia Civati che Renzi fanno un ottimo uso della rete e in particolare di Twitter. La cosa mi piace.
- Gli eventi sono stati trattati poco (Il nostro tempo) e male (Leopolda) dalle principali testate giornalistiche nazionali on line. La televisione, come sapete, ho smesso di guardarla nel 2008. Nessuno entrava nel contenuto e le uniche cose che interessavano erano l’eventuale candidatura di Renzi e i suoi battibecchi con Bersani. L’unica fonte di informazione che ha trattato entrambi gli eventi con la solita chiarezza e completezza è stata Il Post di Luca Sofri
- Per la prima volta penso che potrei votare PD. Sarà che sto invecchiando e/o mi sto imborghesendo. Oppure sarà che per la prima volta qualcuno nel PD mi sembra rivoluzionario.

Nei prossimi giorni sentirete dire tutto e il contrario di tutto di questi due. Specialmente di Renzi che è il più esposto mediaticamente. Quello che vi chiedo è di non impigrirvi, utilizzare un minimo di buon senso (che due trentenni propongano il dibattito politico a sinistra mi sembra evidentemente una cosa positiva), pensare con la vostra testa e non basare il vostro giudizio sul parere di tizio o caio. Con la quantità e la diversità di informazioni oggi disponibili non è più tollerabile. Vi ho selezionato dei link, partite da lì, leggete, ascoltate e fatevi un vostro parere.

ps. #OccupyPD è geniale.